Giovedi 8 Dicembre 2022
Il vantaggio di vivere a LA e’ che il clima e’ stupendo.
Siamo alla stessa latitudine di Casablanca e l’inverno e’ una fresca primavera italiana.
E siamo vicini al mare.
Dovrei dire sul mare, ma visto le dimensioni della citta’, da casa mia raggiungere il mare vuol dire 30 minuti di autostrada o come spesso mi capita, un’ora o più di metro.
Anche in pieno inverno almeno una volta alla settimana, se c'è una bella giornata di sole, mi prendo la metro e vado a farmi due passi a Santa Monica.
Stavo appunto tornando da Santa Monica con la metro quando noto un ragazzo giovane e alto sedersi quasi di fronte a me, ma su sedili ruotati di novanta gradi rispetto al mio. Lo vedevo perciò di fianco.
Sembrava un ragazzo normale, non un homeless. Non sembrava sporco e i suoi vestiti erano decenti.
L’unica cosa curiosa era che indossava una camicia a quadretti di parecchie taglie piu’ grande, tenuta fuori dai pantaloni.
Le maniche, seppure corte, gli coprivano quasi tutto il braccio e l’abbondare del tessuto formava una specie di palloncino sul davanti, essendo lui seduto.
Anche i jeans che portava sembravano molto laschi, ma solo dopo ho notato che erano anche quelli di parecchie misure più grandi, tanto che doveva legarli alla cintola con una stringa da scarpe colorata e alla vita facevano parecchie pieghe.
Comunque la moda dei giorni nostri, soprattutto tra i giovani, faceva pensare che anche questo abbigliamento fosse nella norma.
Aveva poi uno zaino che aveva appoggiato sul sedile a fianco.
Ad un certo punto del viaggio, noto che traffica con il suo zaino e ne tira fuori un bicchierone di carta.
Uno di quelli usati per vendere le bibite come la Coca Cola.
Il bicchiere e’ vuoto e se lo tiene in mano.
La scena non e’ tra le piu’ interessanti e giro lo sguardo e mi dimentico di lui per un po’.
Dopo un po’ ritorno a posare il mio sguardo su di lui senza motivo e noto che sta armeggiando qualche cosa.
La sua mano destra (la piu’ lontano da me) e’ coperta dall’eccesso di stoffa della sua camicia extra large e non la vedo.
Lui seppur seduto si agita come se stesse cercando di raggiungere qualcosa in tasca dei jeans.
Ad un certo punto con la mano sinistra alza un po’ la camicia dalla pancia e vedo che la mano destra e’ infilata nei pantaloni.
E qui inizio a incuriosirmi e lo seguo con lo sguardo.
Noto che la stringa colorata che legava i pantaloni e’ slacciata.
Dopo alcuni secondi tira fuori dai jeans la mano destra, ma con lei anche il bicchierone di carta di prima.
Il bicchiere non e’ piu’ vuoto, ma pieno per meta’.
Con naturalezza una volta estratto, posa il bicchiere per terra vicino al suo sedile e riallaccia la stringa dei pantaloni.
Il ragazzo si ricompone comodo sul sedile come se nulla fosse, forse con uno sguardo piu’ soddisfatto.
Dopo poche fermate il treno arriva al capolinea e tutti scendono.
Il ragazzo in questione, con grande senso civico, nell’alzarsi raccoglie il bicchiere ed il suo contenuto e lo porta fuori.

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