Giugno 2021
Sono da poco arrivato a LA.
Ho traslocato ad Aprile e mi sto un po’ guardando attorno ed esplorando i miei nuovi dintorni.
Mi sono iscritto ad una palestra con piscina a Downtown. E’ ben attrezzata e particolarmente comoda da raggiungere in metro da casa mia: solo alcune fermate.
E’ la mia prima volta in metro a LA, ma ho viaggiato in metro in molte altre città sia americane che europee: New York, Londra, Parigi, Milano, Torino per citarne alcune. Sono ben cosciente che le stazioni della metro sono alcove di un folklore metropolitano un po’ particolare e per cui sono ben preparato a quello che mi può eventualmente attendere.
Ma LA è ancora tutta da scoprire.
La fermata è proprio vicino a casa mia (Purple Line) e anche la palestra e’ a due blocchi dalla stazione a cui sono diretto.
Una volta salito sul treno mi siedo in un vagone semivuoto.
Arrivati alla prima stazione le porte si aprono e un gridare concitato arriva alle mie orecchie.
Ecco, ci siamo, ho pensato.
Non vedo i protagonisti dell’alterco, ma riconosco una voce di donna che urla dietro a qualcuno.
Le porte si chiudono e il casino smette.
La signora coinvolta e’ salita sul treno da una porta alle mie spalle e si avvia nella mia direzione per cercare un posto a sedere.
Arrivando alle mie spalle non la vedo in faccia, ma solo di schiena non appena mi supera.
Aveva dei capelli lunghi neri con delle lunghe ciocche blu e una maglia di cotone lavorata con delle trecce.
La signora si capisce che non e’ piu’ una teenager ed e’ anche un po’ sovrappeso.
I miei occhi cadono sulle sue gambe e rimango incuriosito dallo strano pattern che vedo.
Il tessuto dei pantaloni, molto aderenti, sembrava leopardato ma con occhi o macchie minuscole e dava l’impressione di essere un po’ in rilievo: come se plissettato.
Ma il colore non tornava.
Non riuscivo a capacitarmi che tipo di tessuto potesse essere.
Poi il mio sguardo si alza e raggiunge il livello del sedere della signora.
Solo a quel momento mi sono reso conto che quello davanti a me era la chiara ed inequivocabile linea del sedere!
La signora non aveva i pantaloni, ma neanche le mutande!
Quello che io osservavo in precedenza nelle sue gambe era un terribile caso di cellulite, con la pelle molto piu’ che a buccia d'arancia che le copriva completamente le gambe e pelle di colore caffelatte.
Ancora stordito dalla scoperta e a dir poco interdetto la continuo ad osservare mentre si va a sedere pochi posti più avanti a me, come se niente fosse.
Questo è stato il mio battesimo alla metro di LA.

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